Grazie all’aggravante per femminicidio finirà la strage silenziosa

Articolo pubblicato su unita.tv

La proposta di legge in questione, che è passata alla Camera con il voto favorevole e unanime di tutta l’Aula, ha come obiettivi specifici la tutela e il sostegno per i figli rimasti soli a seguito di un crimine domestico. Per prima cosa occorre intendersi sulla definizione, il lessico giuridico non può restituire, fino in fondo la complessità della questione che è chiamata a descrivere. Con l’espressione orfani domestici noi oggi identifichiamo un fenomeno drammaticamente attuale, ossia bambine e bambini, ragazze e ragazzi, che perdono uno dei due genitori per mano dell’altro – quasi sempre si tratta di donne uccise per mano del proprio partner.

Non sorprende dunque che la letteratura specifica, in ambito medico psicologico, li definisca orfani speciali. Sono orfani due volte perché le violenza che distrugge il nucleo familiare non viene dall’esterno, ma nasce all’interno delle stesse mura di casa. I ragazzi e le ragazze non devono solo misurarsi con il lutto, la perdita, e la violenza che ha segnato questa perdita, ma con il fatti che l’autore della violenza è una figura di riferimento, una figura amata. In altre parole la distruzione del proprio nucleo di certezze di affetti e di sicurezza è stata perseguita dalla figura in cui più si è riposta fiducia. Misurarsi con l’elaborazione di questo trauma è forse uno dei compiti più difficili che un ragazzo o una ragazza, bambine o bambini possa affrontare.

Lo scenario più innaturale e più imprevisto, che porta a far vacillare ogni certezza e fiducia. Che può minare nel profondo lo sviluppo emotivo, affettivo e cognitivo se non è compreso, sostenuto e aiutato. La proposta di legge tiene conto di questi aspetti e si caratterizza per l’organicità e serietà attraverso le quali affronta e sancisce diritti essenziali per le giovani vittime. Nello specifico, per i figli delle vittime, è prevista l’assistenza medico-psicologica, la riduzione dei tempi relativi la liquidazione del danno patito, nonché l’accesso gratuito al patrocinio a spese dello Stato, a prescindere dal reddito. La norma prevede anche l’incremento di 2 milioni di euro del Fondo per le vittime dei reati intenzionali violenti, per la creazione di borse di studio che aiutino l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani orfani.

Da sottolineare anche l’annullamento del diritto al godimento dell’eredità e della pensione di reversibilità per i colpevoli di omicidi in famiglia. Va detto, infatti, che ad oggi chi commetteva un omicidio del genere poteva godere della pensione di reversibilità del coniuge ucciso e intascare, anche temporaneamente, parte della sua eredità. Insomma il parlamento ha provato a dare una risposta omogenea e duratura ad un fenomeno drammatico che, stando agli studi, solo negli ultimi dieci anni ha prodotto circa milleseicento orfani nel Paese.

A questo si aggiunge anche l’estensione di aggravante per femminicidio a coniugi, conviventi ed ex. La vita di una donna vale. È questo il messaggio che tale aggravante intende dare. Vale più di un rito abbreviato e di uno sconto di pena. La cultura e la mentalità non possono essere cambiate senza una legislazione chiara e univoca. Solo così potremo mettere la parola fine a quella strage silenziosa di donne che non muoiono per mano di estranei e neppure per mano di consanguinei.

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