Divorzio breve: un atto civico che ci mette al passo con l’Europa

L’applauso sincero levatosi oggi in Aula è un plauso senza colore ne partito. Un atto civico che mette l’Italia al passo con l’Europa su una tematica così rilevante come quella del divorzio. Rilevante perché attinente alla sfera della libertà e delle relazioni e perché tocca l’aggiornamento dell’istituto della famiglia. La norma accompagna l’evoluzione sociale, riconoscendo alla coppia il diritto di scegliere di interrompere la loro unione senza incorrere in tempistiche e costi insostenibili. La norma sul divorzio breve che oggi abbiamo votato promuovere il mantenimento di buone relazioni fondamentale soprattutto in presenza di figli. E nel 2014, un bambino e una bambina possono tranquillamente contare sulla presenza di entrambi i genitori, indipendentemente dal fatto che essi vivano o no sotto le stesse mura. Il Parlamento oggi e sempre è chiamato a svolgere la sua funziona normativa che non è quella di esprimere posizioni etico-morali né di mantenere forzatamente insieme coppie che non siano animate dalla convinzione di stare insieme. In altre parole, la norma non può e non deve sforzare i sentimenti e le relazioni umane. Credo che oggi abbiamo reso ai cittadini e alle famiglie un servizio necessario e giusto.

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