Carceri, per Corte diritti umani Italia fa progressi, rimanda esame

05 giugno 2014 – BRUXELLES (Reuters) – La Corte dei diritti umani di Strasburgo ha riconosciuto che l’Italia si sta impegnando per risolvere il problema del sovraffollamento nelle carceri, dopo la condanna in due diverse cause, e ha deciso di attendere il giugno del 2015 per pronunciarsi definitivamente sulla questione.

In una nota, i delegati della Corte “si felicitano dell’impegno delle autorità a risolvere il problema della sovrappopolazione carceraria in Italia e dei risultati significativi ottenuti in questo settore grazie alle diverse misure strutturali adottate allo scopo di rispettare le sentenze tra cui un calo significativo e continuo della popolazione carceraria e un aumento dello spazio vitale per detenuto”.

Per questo motivo, dice il comunicato, la Corte di Strasburgo ha deciso di riprendere l’esame della situazione italiana entro il giugno 2015, “al fine di effettuare una valutazione completa dei progressi compiuti alla luce di un piano/bilancio d’azione che dovrà essere comunicato”.

Nel gennaio 2013 la Corte europea per i diritti dell’uomo ha condannato l’Italia a pagare quasi 100.000 euro complessivi di risarcimento a sette detenuti per il sovraffollamento delle carceri, chiedendo inoltre di risolvere al più presto questo “problema strutturale”.

La Corte di Strasburgo ha deciso che nel caso sollevato da sette detenuti nelle carceri di Busto Arsizio e Piacenza c’è stata la violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, quello che proibisce la tortura o i trattamenti inumani o degradanti.

Nel febbraio 2014, anche dpoo le ripetute sollecitazioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – che non ha escluso il ricorso a misure straordinarie come l’amnistia o l’indulto per risolvere il problema – il Parlamento ha approvato in via definitiva un decreto legge sulle carceri per ridurne il sovraffollamento, che introduce alcune novità, tra cui l’utilizzo del braccialetto elettronico e la figura del garante nazionale dei detenuti.

Per smaltire la popolazione carceraria i tossicodipendenti possono frequentare centri di recupero e viene consentita la “liberazione anticipata speciale” per l’uscita dal carcere, scaglionata di circa 1.700 detenuti.

Per i detenuti stranieri, che rappresentano il 30% della popolazione carceraria, viene reso più efficace il sistema di identificazione.

 

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